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Casi
16/11/2009
Uno studio di caso:progetto ELIOS e modello SCEGLI

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Nell'ambito del programma comunitario Equal, e in particolare nell'asse Imprenditorialità – “Sviluppare lo spirito imprenditoriale”, il cui obiettivo specifico è consolidare l'economia sociale nelle direzioni della sostenibilità e della qualità delle imprese e dei servizi – la partnership di sviluppo Elios (Etica del lavoro InnovazioneOrganizzazione Sociale – IT-S2-MDL-379) ha inteso studiare l'etica del lavoro come strumento atto a condurre un'azione di sistema a favore del mercato del lavoro nel suo complesso, a vantaggio di tutti gli stakeholder.

A partire dalla letteratura più accreditata sull'agire organizzativo e sulla CSR (corporate social responsibility) e in forza della riflessione, di maggior respiro, sui temi dell'etica del lavoro, la PS Elios è giunta a configurare un concetto di responsabilità sociale come:

  • una via da percorrere alla portata di ogni organizzazione;
  • un elemento di integrazione di sistema, capace di includere e dare senso unitario a questioni, come la qualità, la sicurezza, l'ambiente, talora già sottoposte a normativa o soggette a certificazione;
  • un'istanza propria del modello di gestione adottato, quindi non ulteriore a ciò che l'organizzazione per natura e statuto persegue;
  • una via connessa intrinsecamente alla comunicazione e all'apprendimento organizzativo;
  • un concetto applicabile indistintamente agli ambiti profit e no-profit, pubblico e privato;
  • un paradigma che supera le logiche tradizionali della certificazione e del benchmarking (le buone prassi), poiché propone una via attraverso la quale le organizzazioni portano a evidenza e valorizzano ciò che le rende uniche e irripetibili.

L'ipotesi del progetto di ricerca si è basata sulla convinzione che la responsabilità sociale, se intesa come elemento di integrazione di sistema, è intrinsecamente connessa al fare impresa. Come tale, essa è il presupposto non solo di uno scambio fecondo e auspicabile tra ambiti tradizionalmente pensati in opposizione, come i settori profit e non profit, ma inaugura un nuovo concetto di impresa.

L'impresa moderna, la cui cifra è la capacità di integrare le preoccupazioni sociali tipiche del non profit, con quella attenzione al sistema di gestione e alla performance, che è il tratto peculiare del settore profit.

Gli scopi della ricerca sono stati:

  • approfondire il rapporto tra etica ed economia, contribuendo alla realizzazione di un salto culturale che definisca criteri e principi non solo di coesistenza tra etica e profitto, ma anche e soprattutto di reciproca convenienza;
  • definire e sperimentare un modello organizzativo, che favorisca insieme comportamenti e prassi responsabili e permetta una gestione condivisa tra tutti i portatori di interesse,
  • ispiratrice e strumento operativo di adesione, condivisione e realizzazione.

Quindi, in sintesi nel corso delle sue attività di ricerca, si è tentato un ripensamento radicale del tema della responsabilità sociale e si è giunti a configurarne una nuova nozione, come:

  • via da percorrere alla portata di tutti;
  • elemento di integrazione di sistema, capace di includere questioni come la sicurezza e l'ambiente, talora già sottoposte a una specifica normativa;
  • istanza propria del modello di gestione adottato (quindi non disgiunta dal fare impresa);
  • via connessa intrinsecamente alla comunicazione e all'apprendimento organizzativo;
  • concetto applicabile indistintamente agli ambiti profit, non profit e pubblico;
  • paradigma che superi le logiche tradizionali della certificazione e del benchmarking (le buone pratiche), in vista di un percorso di “individuazione”, attraverso il quale l'organizzazione giunge a ciò che la rende unica e irripetibile.

Il modello SCEGLI è, quindi, un sistema attraverso il quale una qualsiasi realtà organizzativa determina, stabilisce, informa e perfeziona la propria performance statutaria, osservando l'impatto sociale delle attività svolte e il livello etico dei comportamenti organizzativi, in relazione ai suoi scopi e a quelli dei suoi stakeholder. Il sistema SCEGLI è inteso, pertanto, a evidenziare la coerenza tra il disegno istituzionale dell'organizzazione e le azioni che quotidianamente vengono realizzate.

Il processo di introduzione di SCEGLI, per il suo mantenimento nel tempo, deve essere in grado di fornire strumenti di rendicontazione e comunicazione dei risultati sociali (rapporti, bilanci, house organ, ecc.), che consentano di realizzare una politica di comunicazione diffusa trasparente, funzionale alla definizione delle politiche dell'organizzazione, gestionali e strategiche.

Tale comunicazione dovrà essere rivolta adiverse tipologie di stakeholder e dovrà soddisfare una domanda diinformazioni che non riguardano più solo gli obiettivi specifici dell'organizzazione,ma anche i risultati, diretti, indiretti e di carattere sociale, che conseguono allo svolgimento di queste attività (effetti occupazionali, riflessi sulla qualità della vita, sul benessere sociale, ecc.).

È la comunicazione interna (orizzontale, top-down e bottom-up) ed esterna il tessuto connettivo di SCEGLI. La comunicazione è rivolta agli interlocutori sociali che, direttamente o indirettamente, sono coinvolti nell'esercizio dell'attività: da un lato coloro che impiegano risorse dell'organizzazione sotto forma di mezzi patrimoniali, prestazioni di lavoro, forniture di merci e servizi, ecc.; dall'altro l'intera collettività sulla quale, direttamente o indirettamente, si riflette l'operato dell'organizzazione.

La comunicazione dovrà, pertanto, essere rivolta a tutti i soggetti che hanno nei confronti dell'organizzazione attese e aspettative sia di ordine economico che di altra natura (psicologica, etica,sociale, di qualità della vita ecc.), ai quali il management dell'organizzazione è tenuto a rispondere.

Il processo di introduzione di SCEGLI passa attraverso “moduli/percorsi” che possono essere considerati come i macro-elementi attraverso cui si attua il sistema. Ciò sta a significare sia che esiste per la realizzazione del modello un'idea di progressività, per la quale è ammissibile che le diverse realtà organizzative possano avere l'intenzione di realizzare una sola parte del percorso; sia che, proprio l'andamento modulare, segnali il livello pregresso e ante litteram di realizzazione del percorso e dunque anche lo spazio da colmare per raggiungere un determinatolivello atteso.

I moduli in questione sono i seguenti:

  1. percorso di esplicitazione della missione (perché agire) – insieme delle attività volte a definire e condividere l'identità e le caratteristiche intrinseche dell'organizzazione, la sua rete relazionale (stakeholder), le sue finalità, la sua vision, gli elementi generativi degli obiettivi;
  2. percorso d'identificazione degli obiettivi (cosa fare) – insieme delle attività che, tenendo conto degli impegni di missione, delle istanze provenienti dagli stakeholder e del modulo di retroazione, individuano gli obiettivi capaci di concretare le finalità generali espresse nella missione;
  3. percorso d'identificazione dei programmi (come agire) – insieme delle attività dell'organizzazione che, tenendo anche conto delle istanze provenienti dagli stakeholder e dal modulo di retroazione, definiscono le modalità, ossia le azioni, i tempi, le risorse umane e finanziarie, gli indicatori, gli strumenti di vario genere attraverso cui possono essere perseguiti gli obiettivi;
  4. percorso d'identificazione dei controlli (come dar conto dell'azione) – insieme delle attività dell'organizzazione volte alla definizione e attivazione di strumenti finalizzati alla verifica e al monitoraggio della corretta attuazione dei programmi e del funzionamento complessivo di SCEGLI;
  5. retroazione (come agire diversamente) – insieme delle attività di raccolta di spunti, provenienti dai vari moduli, volti alla definizione e alla revisione di tutti gli elementi di SCEGLI;
  6. valutazione (come valutare l'azione) – esame dei dati, valutazione dei risultati, analisi del valore generato. L'attuazione di programmi/azioni produce valore nell'organizzazione, buona parte traducibile in termini economici;
  7. comunicazione (come condividere l'azione) – insieme delle azioni volte alla trasmissione di informazioni interne ed esterne da e verso gli stakeholder. Come si è anticipato, la comunicazione percorre in realtà tutti i moduli precedentemente indicati e ne consente la realizzazione.

Cosa ne pensi di questo modello di gestione?
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